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| Polemica Psd’Az-Cappellacci. E Murgia (Pdl): «Delusi, protesta a Palazzo Chigi» |
| Sassari-Olbia, due progetti nella giunta. |
CAGLIARI 4 dicembre 2009. In attesa della sempre incerta riunione del Cipe sulla Sassari-Olbia, la maggioranza di centrodestra recita più parti in commedia, compresa quella dell’opposizione. E così si trova a litigare con se stessa, come è successo ieri tra il Psd’Az e Ugo Cappellacci. La giornata politica di ieri sul tormentone dei fondi per il raddoppio della ribattezzata «strada della morte» è vissuta su tre piani: una riunione del Cipe, la polemica Psd’Az-Cappellacci, l’intervento del deputato del Pdl Bruno Murgia che minaccia una protesta davanti a Palazzo Chigi. La riunione del Cipe, ancora incertezze. Ieri c’è stata una breve seduta (straordinaria) del Comitato interministeriale per la programmazione economica, dedicata, però, solo a una strada della Toscana che sta particolarmente a cuore al ministro toscano Altero Matteoli. L’appuntamento è però servito a mettere a punto l’ordine del giorno della seduta dell’11 dicembre. Secondo indiscrezioni il progetto della Sassari-Olbia non è stato inserito e la discussione verte ancora se sarà inserito nel corso di questa settimana. Come, stando alla sua dichiarazione di Francesco Cossiga. ha assicurato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, sta cercando di avere assicurazioni e ha minacciato di scendere in piazza se l’11 il Cipe non sbloccherà la pratica. Il Psd’Az rilancia la sua proposta. Il capogruppo e presidente del partito Giacomo Sanna si è rivolto ufficialmente a Cappellacci per chiedere di di utilizzare il «leasing in costruendo» per la realizzazione della Sassari-Olbia. «Le amministrazioni - ha scritto - possono ricorrere ad un contratto di locazione finanziaria per la realizzazione, l’acquisizione e il completamento di opere pubbliche o di pubblica utilità. Le risorse vengono fornite da una società finanziaria e l’ente pubblico inizierà a pagare solo quando l’opera sarà collaudata. Inoltre si abbattono i tempi di gara». Solo così si può uscire «dall’estenuante rapporto di dipendenza dallo Stato». Secondo i sardisti «continuare ad attendere il Cipe non ha senso, non ci risulta che la Sassari-Olbia sia all’ordine del giorno e comunque riteniamo più conveniente sganciarci dallo Stato», anche perché «se anche i fondi Cipe arrivassero, la Sassari-Olbia farebbe la fine delle opere del G8: i sardi avrebbero la strada, ma i lavori sarebbero fatti da altri». La replica del presidente Cappellacci. Dopo che il sardista Giacomo Sanna ha detto «basta mendicare» contestando l’atteggiamento delle altre forze politiche e ha preso le distanze dallo sciopero della fame di due consiglieri comunali lungo la Sassari-Olbia («Se bisogna accamparsi, meglio farlo davanti a Palazzo Chigi»), il governatore ha replicato con una nota per puntualizzare che «l’obiettivo della Regione è uno solo: realizzare l’opera nel più breve tempo possibile». Cappellacci ha precisato che «si sta valutando da tempo l’utilizzo del leasing finanziario proposto dal Psd’Az», pertanto «non è vera e desta stupore l’affermazione che la Regione non presterebbe attenzione, anche se lo strumento proposte potrebbe non rivelarsi la soluzione più idonea in quanto al medesimo si fa normalmente ricorso in mancanza totale o parziale di copertura finanziaria. Non è il caso della Sassari-Olbia che trova, e deve trovare, copertura finanziaria coi fondi Par-Fas. Questa posizione è stata ribadita in occasione della stipula della nuova intesa Governo-Regione nello scorso mese di ottobre e in recenti incontri e confronti istituzionali». La protesta del deputato Murgia (Pdl). Il nuorese Bruno Murgia avverte: «Se i cantieri non partono saremmo costretti a protestare davanti a Palazzo Chigi, il governo deve assolutamente mantenere gli impegni presi coi sardi già in occasione del G8. Quest’opera è troppo importante, i sardi sono stanchi di sentire promesse e vaghe rassicurazioni sui finanziamenti. Se i soldi ci sono che si parta subito con i cantieri, se non ci sono che si trovino immediatamente». Esprimendo «amarezza e delusione», Murgia, portatore del Pdl della linea autonomista, ha concluso: «Non ci arrendiamo, è ora di passare ai fatti».
Filippo Peretti |
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| Fonte: La Nuova Sardegna |
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