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La denuncia di Giulio Calvisi (Pd) della commissione Bilancio della Camera dei deputati. Entrate Regione Sardegna: a rischio 1,4 miliardi. Dalla legge di assestamento in arrivo una mazzata per la Regione.

La denuncia di Giulio Calvisi (Pd) della commissione Bilancio della Camera dei deputati. Entrate Regione Sardegna: a rischio 1,4 miliardi. Dalla legge di assestamento in arrivo una mazzata per la Regione.

Articolo e nota esplicativa. 

 

CAGLIARI. Vertenza Entrate, la Sardegna nel 2010 rischia di perdere un miliardo e 400 milioni di euro da parte dello Stato. «L’isola potrebbe perdere parte delle risorse che avrebbe dovuto avere dopo l’entrata in vigore del nuovo regime di compartecipazione della Regione alle entrate dello Stato», dice Giulio Calvisi (Pd) della commissione Bilancio della Camera.

Il nuovo regime delle Entrate era stato concordato nel 2007 tra il governatore Soru e il capo del Governo, Prodi. Ma la cosiddetta legge di assestamento del bilancio dello stato e dei bilanci delle amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2010 disattende gli impegni a suo tempo assunti.

Dice Calvisi: «Il bilancio dello stato per il 2010 prevede un trasferimento di risorse alla Sardegna dovute a titolo di compartecipazione pari a 4 miliardi e 500 milioni e non di oltre 7 miliardi (quanto invece avrebbe dovuto registrare secondo la norma di legge che nel 2007 riformò i rapporti stato regione sul regime delle entrate) a fronte di un maggiore trasferimento di quote Iva ed Irpef da parte dello Stato e dell’accollo da parte della regione delle spese in materia di Sanità, Trasporto pubblico locale e continuità territoriale». Il risultato della combinazione di maggiori funzioni esercitate e di un più cospicuo trasferimento di risorse, spiega il deputato sardo, avrebbe comportato un saldo netto per la Sardegna di 1600 milioni di euro (ridotto ad 1 milione e 400 milioni per effetto della crisi economica).

«La giustificazione fornita dal Governo - spiega l’onorevole Calvisi - è che mancherebbero le norme di attuazione del nuovo articolo 8 dello Statuto per l’entrata in vigore di tali disposizioni. La cosa grave è che secondo il Governo mentre per il trasferimento delle funzioni non occorrerebbero le norme di attuazione, al contrario, esse sarebbero necessarie per il trasferimento delle risorse».

Il risultato è che ad oggi la Sardegna assumerebbe su di se tutti gli oneri del nuovo articolo 8 dello Statuto Sardo senza i vantaggi che l’applicazione di quell’articolo avrebbe comportato.

«La giunta Cappellacci- commenta il parlamentare del Pd- ha fatto un grave errore nell’accedere alla proposta del Governo di subordinare l’entrata a regime del nuovo ordinamento regionale finanziario e oggi rischia di far pagare un prezzo altissimo alla Sardegna. Peraltro della Commissione paritetica incaricata di redigere le norme di attuazione non si ha alcuna notizia». A questo punto- prosegue Calvisi, «prima che si perdano definitivamente risorse nette per un ammontare di circa 1 miliardo e 400 milioni di euro occorre promuovere il conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale,oppure - se Giunta e Consiglio Regionale della Sardegna decidono di dare ancora fiducia a Tremonti e a questo Governo - si avanzi una proposta sulle norme di attuazione e si chieda e pretenda l’immediata convocazione della Commissione Paritetica per l’approvazione in tempi brevissimi delle norme di attuazione.

 

 

Vicenda entrate della Regione Sardegna a titolo di compartecipazione alle entrate erariale dello Stato.

Dichiarazione dell’ on. Giulio Calvisi:

“a rischio il nuovo regime di entrate voluto da Prodi e Soru.La Sardegna molto vicina a perdere 1 miliardo e 400 milioni di euro netti per il 2010”.

La discussione in corso alla Commissione Bilancio della Camera sulla Legge di Assestamento del Bilancio dello stato 2010 ha purtroppo confermato che vi sono seri rischi per la Sardegna di non poter disporre nel 2010 delle risorse finora previste dal nuovo regime di compartecipazione della Regione alle entrate erariali dello stato. Il bilancio per il 2010 prevede per la Regione Sardegna 4 miliardi e 500 milioni totali di risorse di compartecipazione, a fronte degli oltre 7 miliardi che invece avrebbe dovuto registrare secondo la norma di legge che nel 2007 riformò i rapporti stato regione sul regime delle entrate a cui si sarebbe dovuto aggiungere un maggiore trasferimento di quote IVA ed Irpef da parte dello Stato e l’accollo da parte della Regione delle spese in materia di Sanità, Trasporto pubblico locale e continuità territoriale. Il risultato della combinazione di maggiori funzioni esercitate e di un più cospicuo trasferimento di risorse avrebbe comportato un saldo netto per la Sardegna di 1600 milioni di euro (ridotto ad 1 milione e 400 milioni per effetto della crisi economica).

La giustificazione che il Governo ha addotto per questo grave decremento è che mancherebbero le norme di attuazione del nuovo articolo 8 dello Statuto per l’entrata in vigore di tali disposizioni. È un fatto grave, tuttavia, che questo Governo non reputi necessarie norme di attuazione per il trasferimento delle funzioni, mentre, al contrario, esse sarebbero indispensabili per il trasferimento delle risorse.

Il risultato è che ad oggi la Sardegna assumerebbe su di se tutti gli oneri del nuovo articolo 8 dello Statuto Sardo senza i vantaggi che l’applicazione di quell’articolo avrebbe comportato.

La giunta Cappellacci ha commesso un grave errore accogliendo la proposta del Governo di subordinare l’entrata a regime del nuovo ordinamento regionale finanziario e oggi rischia di far pagare un prezzo altissimo alla Sardegna. A ciò si aggiunga che della Commissione Paritetica incaricata di redigere le norme di attuazione non si ha alcuna notizia. A questo punto, prima che si perdano definitivamente risorse nette per un ammontare di circa 1 miliardo e 400 milioni di euro, occorre promuovere il conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale, oppure – nel caso che Giunta e Consiglio Regionale della Sardegna decidano di dare ancora fiducia a Tremonti e a questo Governo – si avanzi una proposta sulle norme di attuazione e si chieda e pretenda l’immediata convocazione della Commissione Paritetica per l’approvazione in tempi brevissimi delle norme di attuazione.

 

 

Nota esplicativa sulle entrate:

L’art.1 comma 834 della L. 27 dicembre 2006, n.296 (legge finanziaria 2007) ha riformato il titolo terzo dello Statuto speciale della Sardegna (Finanze - Demanio e Patrimonio) definendo, all’art 8, a partire dal 2010, un nuovo regime di regolamentazione della compartecipazione della Regione Sardegna alle entrate erariali dello Stato;

l’entrata in vigore di tale normativa prevede, per l’esercizio finanziario 2010 della Regione Sardegna – a fronte di un accollo delle spese in materia di Sanità e di quelle connesse al trasferimento delle funzioni relative al trasporto pubblico locale (Ferrovie Sardegna e Ferrovie Meridionali Sarde) e alla continuità territoriale – che la compartecipazione alle entrate erariali non sia limitata al gettito riscosso in regione e invece: 1) faccia riferimento a tutte le fattispecie tributarie maturate in ambito regionale, anche se affluite ad uffici finanziari situati fuori dal territorio della regione (ultimo comma art.8); 2) la compartecipazione all’IVA avvenga in quota fissa (anziché in quota variabile) nella misura di nove decimi rilevata in base ai consumi regionali delle famiglie (lettera M, art. 8); 3) che la compartecipazione regionale venga estesa a tutte le entrate erariali maturate nel territorio della Sardegna;

l’applicazione del nuovo regime di compartecipazione comporta, come è facilmente riscontrabile in sede di verifica circa la congruità degli stanziamenti di bilancio e della loro rispondenza ai sensi della vigente normativa in materia di contabilità (l. 468 del 1978 e successive modificazioni), un ammontare di entrate per la regione Sardegna pari a circa 3.200.000.000 Euro;

Tali entrate dovrebbero sostenere le nuove funzioni esercitate dalla Regione per una cifra di circa 1 miliardo e 600 milioni di euro ed entrate nette per una cifra più o meno simile. In conseguenza della crisi finanziaria ed economica che ha colpito la regione Sardegna, secondo le stime della giunta regionale, tale importo netto si attesterebbe sulla cifra di un miliardo e 400 milioni di euro.

In sede di discussione in Commissione bilancio, nel mese di dicembre, il Ministero dell’Economia e delle finanze e la Ragioneria Generale dello Stato, rispondendo ad una nostra precisa interrogazione su questo punto, chiarirono che le risorse destinate alla Regione Sardegna sono stanziate nel capitolo 2797 (Fondo occorrente per l'attuazione dell'ordinamento regionale delle regioni a statuto speciale) e che tale fondo avrebbe dovuto tenere conto anche delle maggiori occorrenze finanziarie necessarie a dare attuazione al nuovo ordinamento finanziario regionale.

Facendo leva su tale chiarimento, fu presentato un odg unitario di tutti i parlamentari sardi di centrodestra e di centrosinistra per chiedere al Governo di provvedere quanto prima a trasferire le risorse appostate nel capitolo 2797 del bilancio, al fine di attuare pienamente la legislazione vigente e di compensare inoltre la Regione Sardegna delle maggiori spese derivanti dall’accollo delle spese in materia di sanità e trasporto pubblico locale.

Ora è arrivato in discussione alla Commissione Bilancio della Camera la cosiddetta legge di assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2010.

Tale legge avrebbe dovuto prevedere gli importi sulla nuova compartecipazione alle entrate erariali dello Stato da parte della Regione Sardegna. Perlomeno avrebbe dovuto registrare tali importi nel Bilancio di Competenza riservandosi di iscriverli successivamente nel Bilancio di Cassa.

Tali importi non sono stati registrati. La giustificazione che il Governo ha addotto è che mancherebbero le norme di attuazione del nuovo articolo 8 dello Statuto per l’entrata in vigore di tali disposizioni.

Tale interpretazione è stata da noi contestata già nella seduta della Commissione di ieri e ancora di più lo abbiamo fatto nella seduta di oggi. Una seduta nella quale il Governo ha dichiarato che mentre per il trasferimento delle funzioni non occorrono le norme di attuazione, per il trasferimento delle risorse, al contrario, esse sarebbero necessarie. Il risultato è che ad oggi la Sardegna assumerebbe su di sé tutti gli oneri del nuovo articolo 8 dello Statuto Sardo senza i vantaggi che l’applicazione di quell’articolo avrebbe comportato. La giunta Cappellacci ha fatto un grave errore nell’accedere alla proposta del Governo di subordinare l’entrata a regime del nuovo ordinamento regionale finanziario e oggi rischia di far pagare un prezzo altissimo alla Sardegna. Peraltro della Commissione paritetica incaricata di redigere le norme di attuazione non si ha alcuna notizia. A questo punto, prima che si perdano definitivamente risorse nette per un ammontare di circa 1 miliardo e 400 milioni di euro, occorre promuovere il conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale, oppure - se Giunta e Consiglio Regionale della Sardegna decidono di dare ancora fiducia a Tremonti e a questo Governo – si avanzi una proposta sulle norme di attuazione e si chieda e pretenda l’immediata convocazione della Commissione Paritetica per l’approvazione in tempi brevissimi delle norme di attuazione.

 

 

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