|
Giulio Calvisi: Province più povere: in due anni riduzioni per oltre 27 milioni. “Faremo sentire la nostra voce in Parlamento per evitare che il provvedimento sia così scellerato” La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 13 LUGLIO 2010 SASSARI. «Tagli non equi e soprattutto non giustificati». Il deputato sardo del Pd Giulio Calvisi lancia l’allarme e annuncia battaglia in Parlamento sulla proposta di manovra finanziaria firmata dal ministro Tremonti. Ai 136 milioni di tagli ai Comuni con più di 5mila abitanti si aggiungono ora quelli ugualmente drammatici alle Province. «Solo di spesa corrente, al Ministero degli interni ipotizzano un taglio di 10 milioni e 300mila euro per il 2011 e di 17 milioni e 171mila euro per il 2012». La cifra totale si aggirerebbe intorno ai 27 milioni e 500mila euro. Il tutto a fronte di trasferimenti da parte dello Stato pari a 33 milioni e 500mila euro di spesa corrente (ossia servizi essenziali alle persone, stipendi, beni intermedi ecc.) e di oltre 15 milioni di euro di spesa in conto capitale (cioè gli investimenti per le opere pubbliche). «Anche in questo caso - spiega il parlamentare Pd - il trasferimento della Regione Sardegna alle Province è di molto superiore a quello dello Stato. A fronte infatti dei 48 milioni di euro che lo Stato trasferisce alle Province sarde, la Regione Sardegna nel 2008 ha trasferito 143 milioni in spesa corrente e quasi 93 milioni in conto capitale». Le conseguenze sono presto dette: «La Sardegna entrerà in una fase necessaria di riduzione sensibile della spesa - ha spiegato il deputato - e quindi dei servizi alla persona, ci riferiamo prima di tutto a bambini e anziani, e delle opere pubbliche programmate da Regione, Province ed enti locali. Questi saranno gli effetti drastici dei tagli di Tremonti». Solo, però, se la manovra verrà approvata. Il provvedimento, discusso in Senato, dovrà infatti ora passare alla Camera. Conseguenze che andranno ovviamente a toccare le fasce più deboli della società che già vivono un momento di profonda crisi. Ma a determinare la catastrofe finanziaria contribuisce anche un’altra serie di riduzioni. «Non dimentichiamo che a tutto questo - aggiunge a proposito Giulio Calvisi - bisogna sommare il blocco dei fondi Fas pari a 2 miliardi e 250 milioni di euro, il ritardo della spesa sull’utilizzo dei fondi strutturali europei e il mancato trasferimento delle entrate ordinarie da parte dello Stato: basti pensare che alla Regione è stato versato soltanto un miliardo e mezzo di euro invece dei sette previsti». Non si tratta solo di numeri. Si tratta di soldi che mancheranno materialmente nelle casse delle Province e dei Comuni e che, inevitabilmente, avranno ripercussioni sulla qualità della vita dei sardi. Una manovra di questo genere, più in generale, potrebbe significare ulteriore isolamento e negazione del rilancio dell’isola. E poi c’è il Patto di stabilità. Lo ricorda ancora Calvisi: «È ipotizzabile - sottolinea il parlamentare del Pd - per le Province anche un’ulteriore diminuzione della spesa in conseguenza della necessità di assolvere agli obiettivi di rispetto del Patto di stabilità così come configurato nel decreto 133 del 2008 e nel 78 del 2010». Il quadro, dovendo fare una sintesi, è a dir poco allarmante. La conclusione la fa lo stesso deputato: «A fronte dei 136 milioni di tagli netti di trasferimenti ai Comuni sardi, di quasi 28 milioni di tagli alle Province e di 270 milioni di tagli diretti alla Regione (90 per il 2011 e 180 per il 2012) il costo complessivo della manovra, e ci riferiamo solo ai mancati trasferimenti da parte dello Stato, è vicino a 450 milioni di euro nel corso degli esercizi finanziari 2011-2012». Gli amministratori di Province e Comuni, insomma, dovranno rivedere in maniera significativa le proprie previsioni di spesa con le primissime sforbiciate che andranno a toccare i servizi essenziali e gli investimenti in opere pubbliche. Ecco perchè il deputato Calvisi annuncia che la voce dei rappresentanti della Sardegna in Parlamento si farà sentire eccome. Se non altro per fare in modo che quella di Tremonti non sia una manovra economica scellerata. Tra le righe lascia intendere che anche la Regione Sardegna dovrà muoversi per evitare che l’isola subisca le tragiche conseguenze di un simile provvedimento finanziario. Nadia Cossu |