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Calvisi e Schirru: «Rispetto per lo Statuto» Beni demaniali, altolà dalla Sardegna

Calvisi e Schirru: «Rispetto per lo Statuto»

Beni demaniali, altolà dalla Sardegna

L'Unione Sarda   - Mercoledì 30 giugno 2010

 

I l federalismo demaniale varato dal Governo non può avere effetti sulla Sardegna. I beni dismessi dallo Stato diventano proprietà della Regione «di diritto». Nell'Isola è già mobilitazione, perché la cessione delle aree individuate dallo Stato sarà compensata da minori trasferimenti finanziari. C'è già un'interrogazione urgente depositata a Montecitorio (firmata da Mauro Pili, Pdl), prende posizione il governatore Ugo Cappellacci e intervengono anche i deputati del Pd Giulio Calvisi e Amalia Schirru.

INTERROGAZIONE «L'elenco dei beni divulgato dall'Agenzia del demanio è l'ennesimo trucco ai danni della Sardegna nel tentativo di aggirare l'articolo 14 dello Statuto», sottolinea Pili, che in una interrogazione ai ministri Tremonti, Fitto, Calderoli e Bossi chiede che quei beni vengano immediatamente trasferiti alla Regione come prevede lo Statuto. «Il tentativo maldestro di qualche zelante uomo di Stato di assoggettare i beni sardi al regime del federalismo demaniale è da respingere al mittente».

FEDERALISMO DEMANIALE Con il federalismo demaniale, continua il deputato del Pdl, «alla cessione di un bene corrisponderà la riduzione proporzionale delle entrate alla Regione o all'ente locale ricevente». La differenza, dunque, tra l'attuazione dell'articolo 14 e il decreto legislativo del 20 maggio è sostanziale. «Nel caso dello Statuto i beni passano alla Regione senza oneri diretti e indiretti, senza vincoli di utilizzo e di gestione. Nell'altro caso, invece, si tratterebbe di assoggettare quei beni sia a vincoli finanziari che gestionali, oltre alla conseguente riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato alla Regione».

L'ATTENZIONE DI CAPPELLACCI «È massima l'attenzione della Regione alle «procedure in corso», spiega il governatore Ugo Cappellacci, «al fine di salvaguardare la sua specialità nei rapporti patrimoniali e demaniali con lo Stato, nel rispetto delle norme statutarie». In ogni caso «il decreto legislativo in materia di federalismo demaniale potrà trovare attuazione in Sardegna solo nel rispetto dello Statuto sardo, che prevede la successione della Regione nella titolarità dei beni patrimoniali non più utilizzabili o non più di interesse statale, a seguito di specifiche norme d'attuazione, tramite accordo e concerto con la Regione». Per Cappellacci «l'elenco pubblicato dall'Agenzia del demanio, più che una preoccupazione, rappresenta un'importante ricognizione di tutti i beni» che potranno interessare alla Regione».

«NON VENDIAMO AI PRIVATI Cappellacci fa sapere che il «destino dei beni demaniali» verrà deciso dalla Regione «insieme agli enti locali». In ogni caso non ci sarà «la vendita ai privati», mentre «sarà seguita la via della valorizzazione delle aree perché ci sia una vera occasione di sviluppo».

LE PRECISAZIONI DEL PD I deputati del Pd Giulio Calvisi e Amalia Schirru fanno notare che «il decreto sul federalismo fiscale non ha applicazione automatica in Sardegna» perché «è la stessa legge delega sul federalismo a stabilire che all'Isola, in quanto a statuto speciale, si applicano solamente gli articoli 15 (città metropolitane), 22 (perequazione infrastrutturale) e 27, che fissa l'introduzione del corpus normativo sul federalismo fiscale avviene tramite norme di attuazione degli statuti speciali» I due parlamentari del Pd affermano che «la devoluzione dei beni demaniali dello Stato può operare quindi solo previo attraverso un confronto Stato-Regione». La Regione, però, «deve fare in fretta ad avviare il confronto con lo Stato», anche «per chiedere il rispetto integrale del nostro articolo 14».

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