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Un fronte comune alla Camera La proposta di Calvisi: “Subito la nuova legge”. La Nuova Sardegna – 3 giugno 2010. Dal deputato Pd Giulio Calvisi sul tema dell’eolico off-shore, una presa d’atto, una rivendicazione e una proposta per il futuro. “avevamo sempre detto che la Regione era assolutamente scoperta dal punto di vista normativo a proposito delle autorizzazioni – rivendica l’esponente del centrosinistra – e per questo abbiamo da tempo proposto una via d’uscita che era rappresentata da un disegno di legge da presentare alla Camera. Ora mettiamo a disposizione una proposta nuova: creiamo un fronte comune fra destra e sinistra per chiedere al governo l’inserimento in finanziaria di una norma che consenta alla Regione di riprendersi le sue competenze in materia di autorizzazioni paesaggistiche e ambientali”. LA SITUAZIONE. Il deputato del Pd, nel ricordare i contenuti della proposta di legge presentata nei mesi scorsi alla Camera, ricorda che ad oggi “è sufficiente ottenere un’autorizzazione ministeriale perché un’azienda possa disseminare di pale eoliche tutto il perimetro costiero dell’isola. Una possibilità che dovrebbe invece essere in capo all’amministrazione regionale, che dovrebbe quanto meno concorrere a determinare le decisioni che riguardano il suo sviluppo futuro: “Per questo abbiamo chiesto di ripristinare la precedente legislazione in materia, che il governo Berlusconi ha modificato quando si è occupato dell’emergenza rifiuti in Campania – aggiunge – per abbreviare i tempi c’è un’altra soluzione: chiediamo che nel corso della discussione della manovra finanziaria annunciata dal governo sia inserito anche questo tema. Basterebbe un emendamento per restituire dignità all’istituzione regionale”. LA PROPOSTA. Dal punto di vista operativo Giulio Calvisi ha un’idea tutto sommato semplice: “Il presidente Cappellacci convochi tutti i parlamentari sardi e ci chieda di fare fronte comune, senza distinzioni di parte. Si impegni a fare pressione sul governo e ci chieda di sostenere l’emendamento. Solo Così possiamo uscirne in fretta”. (A. Mur.) |