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Vinyls in agonia, serve un piano B. Ramco sempre più lontana.Calvisi-Melis:"finito il tempo delle dilazioni". Il ministro Vito: «Troveremo una soluzione».
Vinyls in agonia, serve un piano B. Ramco sempre più lontana.Calvisi-Melis:"finito il tempo delle dilazioni". Il ministro Vito: «Troveremo una soluzione».
 
LA NUOVA SARDEGNA - SASSARI 27 maggio 2010. Si pensa già al piano B. Se anche l’ultimo tentativo di riportare Ramco al tavolo italiano (offerta al ribasso degli impianti Vinyls) dovesse fallire, il Governo spera ancora di individuare una soluzione alternativa. Ma è poca cosa in assenza di elementi certi. E comincia a emergere il sospetto che si stia cercando di fare scivolare la comunicazione dell’esito finale della vertenza (che si profila negativo) a dopo le elezioni amministrative.
 Ieri sera c’è stato un incontro di «aggiornamento» tra i commissari straordinari Vinyls e il gruppo di lavoro del ministero dello Sviluppo economico che segue l’operazione Vinyls. Una valutazione della situazione e la definizione di nuove ipotesi operative. Poche le notizie trapelate. Si sa che per domani sono stati convocati i sindacati al Ministero. Un incontro che potrebbe servire per «illustrare» la linea del Governo, condivisa dai commissari, di procedere con un bando internazionale (a questo punto con un forte ribasso). Quella alla quale aveva fatto riferimento la società del Qatar, infatti, verrebbe considerata una sorta di «ricognizione di mercato», non un bando internazionale vero e proprio. La chiusura netta di Ramco, d’altronde, sembra lasciare pochi spazi a una ripresa del dialogo, e lo si intuisce dalla dichiarazione del ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito che, ieri pomeriggio, ha risposto a una interrogazione durante il question time alla Camera.
 «Il Governo si impegna per Vinyls a operare per consentire la positiva e rapida soluzione della vicenda, riservandosi - qualora non venisse confermato l’impegno di Ramco o di altri soggetti ad acquisire l’intero ciclo del cloro - a individuare soluzioni alternative in grado di garantire la salvaguardia dell’occupazione nell’ambito di un rafforzamento del settore chimico in Italia». Una affermazione che può voler dire tutto e niente, nel senso che serve per prendere tempo in attesa di novità reali.
 E i deputati sardi del Partito democratico, Giulio Calvisi e Guido Melis, tra i firmatari dell’interrogazione urgente, hanno manifestato tutte le loro perplessità.
 «Speriamo che sia vero e che la risposta del Governo non sia condizionata dall’esigenza di non dare notizie negative in vista delle imminenti elezioni amministrative in Sardegna. Da tempo diciamo che il tempo delle dilazioni è finito e che la Presidenza del consiglio dei ministri deve dare risposte definitive sulle trattative. E allora, entro pochi giorni, il Governo dica se Ramco è ancora in campo. E se così non è, ci spieghi perchè ha deciso di ritirarsi. La Presidenza del consiglio ha la responsabilità piena e totale dell’esito delle trattative: dica in tempi brevi quali sono le alternative al fallimento». Per i deputati Pd, in ogni caso «Governo e commissari Vinyls dovranno fare di tutto perchè gli impianti, fermi da ottobre 2009, ripartano al più presto».
 Preso atto del fatto che - nonostante i 31 milioni di euro disponibili grazie alle fidejussioni di Stato - i commissari hanno ritenuto che manchino le condizioni per rimettere in marcia gli impianti, la situazione appare sempre più incerta.
 L’analisi che si può fare della situazione è questa. Ramco è arrivata in Italia dopo avere manifestato l’interesse all’operazione Vinyls attraverso la richiesta formulata dai commissari straordinari. Un paio di comunicati «concilianti», poi al momento di decidere, quando si doveva entrare nel merito e discutere della parte economica, prima i dubbi e la richiesta di una riflessione in patria, poi la chiusura senza possibilità di tornare indietro. Il problema è che nel frattempo la situazione si è aggravata, si è dimesso il ministro per lo Sviluppo economico e il Governo, che insegue una emergenza dopo l’altra, è stato costretto a improvvisare. Resta una convinzione: se gli impianti non tornano in marcia difficilmente potranno essere acquistati da qualcuno.
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