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Intervento in Aula sul Mezzogiorno e le politiche del Sud.

Intervento del 13 gennaio 2010 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calvisi. Ne ha facoltà.

GIULIO CALVISI. Signor Presidente, questa discussione è stata sicuramente importante: a fronte di un Governo che ha cancellato la stessa parola «Mezzogiorno» dagli atti di indirizzo di politica economica, discutere del Mezzogiorno e delle politiche per il Sud è stato sicuramente un fatto importante.
Naturalmente discutiamo di atti di indirizzo e non di disposizioni legislative, come ricordava prima il collega Quartiani: sulle disposizioni di legge vi abbiamo incalzato, ma questa maggioranza si è sottratta.
Vi era il rischio, naturalmente (il dibattito e anche i pareri espressi dal sottosegretario Viespoli lo hanno confermato), che questa nostra discussione soffrisse di astrazione, che diventasse più adatta ad alimentare un confronto da convegno, piuttosto che una discussione in un'aula parlamentare. Come dire: per il Sud non facciamo niente, prendiamo solo impegni generici, ma una bella discussione non ve la neghiamo sicuramente.
Appunto, il sottosegretario Viespoli ha confermato queste nostre paure perché, a fronte della grave crisi di sviluppo e di crescita che il Mezzogiorno sta vivendo, a fronte di politiche nordiste portate avanti da questo Governo, a fronte di una crisi industriale che ha mandato in crisi quasi tutto quello che restava dell'industrializzazione del Sud, a fronte della crescita del lavoro nero, del dilagare della criminalità organizzata nel controllo dell'economia del Sud, a fronte dello scippo di risorse dell'Unione europea che già dovevano essere destinate alle infrastrutture del Sud, cosa propone in pratica la maggioranza? Propone un generico impegno ad avviare un altrettanto generico programma sulla formazione professionale ed altri impegni generici su nuove politiche attive per il lavoro, su nuovi strumenti per combattere il lavoro nero, su nuovi strumenti per incentivare le imprese ad investire nel Sud, su nuovi strumenti per favorire l'incontro fra domanda e offerta di lavoro: tutte cose belle, tutte cose buone, ma in concreto non vi è nulla, questa è la verità.
La fotografia del Sud è stata fatta nel corso della discussione sulle linee generali: dal crollo del PIL, alla crescita del tasso disoccupazione, al calo dell'occupazione, ai processi migratori che interessano il Sud e di cui oggi parlano anche i giornali italiani, la crisi industriale, il deficit di offerta formativa, lo stato della scuola pubblica e dell'università del Sud. Abbiamo anche fatto una fotografia, nella discussione sulle linee generali, delle politiche che voi avete messo in campo in Pag. 13questi anni: dall'abbandono delle politiche per la fiscalità di vantaggio, prima mettendo in mora il credito di imposta, adesso anche mettendo in discussione le zone franche urbane; ai tagli che avete imposto al sistema scolastico, che hanno colpito soprattutto il Sud; al meccanismo premiale che è stato inventato per i cosiddetti atenei virtuosi, che ancora una volta configurano una riduzione di fondi destinati al Sud.
Ora, come hanno reso noto il Ministro Maroni ed il Ministro Sacconi dopo i fatti di Rosarno, si annuncia un grande piano per combattere il lavoro nero al Sud: vedremo e giudicheremo le proposte che ci sottoporrete, però non è pensabile sostenere credibilmente l'ipotesi di un piano per il Sud se poi l'idea di fondo che anima la vostra politica è che qualsiasi intervento per il Sud, qualsiasi politica destinata alle aree deboli è sostanzialmente, in definitiva, uno spreco di risorse pubbliche.
Non c'è bisogno di essere grandi economisti per dire che una seria riforma del mercato del lavoro ed una seria battaglia contro il lavoro nero e quello irregolare hanno senso se si perfezionano gli strumenti di repressione contro il lavoro nero e se si realizza una riforma vera del mercato del lavoro, ma soprattutto hanno senso e sono credibili se si opera un grande investimento nella crescita del Mezzogiorno e delle aree sottosviluppate: senza lavoro nuovo, non c'è miglioramento del mercato del lavoro di oggi.
Su questo - ed è il punto che noi solleviamo - siete largamente inadempienti ed il sottosegretario Viespoli questa mattina ha confermato la propria inadempienza. Egli infatti ha espresso un parere favorevole, che costava anche poco, sugli stage nel Mezzogiorno contenuti nella mozione D'Antoni ed altri n. 1-00300 e sulla riforma degli ammortizzatori sociali (d'altronde, essi fanno parte dell'agenda di questo Governo); però vi è un punto specifico, quello del ripristino e dello sblocco dei fondi FAS che servono a finanziare i piani attuativi regionali, su cui avete commesso un errore grave.
Vi erano 64 miliardi di euro destinati alle aree sottoutilizzate (di cui l'85 per cento doveva andare al Sud ed il 15 per cento ad altre aree del Paese): 37 miliardi erano fondi FAS ministeriali, 27 miliardi erano fondi per le regioni che non si potevano toccare. Dei 37 miliardi dei fondi ministeriali che dovevano andare al Sud, 24 sono stati utilizzati per l'Alitalia, l'ICI, le quote latte, gli ammortizzatori sociali ed anche per finanziare la ricostruzione in Abruzzo, e non li avete più ripristinati!
Riguardo agli altri 27 miliardi che non potevate toccare perché servivano a finanziare i piani attuativi regionali (piani per le infrastrutture, investimenti aggiuntivi, piani per le opere pubbliche approvate dalle regioni che anche voi governate), con la legge finanziaria vi siete inventati il meccanismo per cui le regioni possono utilizzare questi fondi per ripianare i loro debiti nella sanità. Il Ministro Tremonti era venuto in audizione presso la Commissione bilancio per dire che era stato previsto un accordo con le regioni in base al quale le regioni che avessero voluto costruire un ospedale avrebbero potuto farlo anche se nei PAR avevano previsto di costruire un ponte o una strada: la verità è che quei soldi non sono utilizzati per costruire ospedali, ma saranno utilizzati per ripianare i debiti!
Magari il Ministro Tremonti si inventerà una sorta di «saldo stralcio» in base al quale i soldi non vengono concessi però intanto i debiti della sanità vengono coperti, una dequalificazione della spesa (spesa in conto capitale trasformata in spesa corrente), la fine dell'investimento aggiuntivo per il Mezzogiorno e di un investimento credibile per le opere pubbliche e per le infrastrutture nel Mezzogiorno: questa è la verità!
Siamo disponibili a fare tutto, a discutere di tutto. A partire dal Presidente del Consiglio, dal Ministro Tremonti, dal Ministro Scajola (ma ora anche dal Ministro Maroni e dal Ministro Sacconi) si afferma che adesso arriverà il piano per il Sud: siamo pronti! Ve lo ha detto il collega D'Antoni nel corso della discussione sulle linee generali: volete discutere di politica Pag. 14industriale, volete impedire la desertificazione delle industrie nel Sud, processo che è in corso e che è in atto (altro che il Sud al riparo dalla crisi internazionale, perché l'impresa manifatturiera è meno esposta ai mercati internazionali di quanto non lo fosse al Nord)? Il Sud rischia la desertificazione industriale! Vogliamo discutere di politica industriale? Siamo pronti, siamo pronti a discutere della vecchia impresa e della vecchia industria che nel Mezzogiorno soffre la crisi, ma anche dell'impresa innovativa, quella che negli ultimi anni si era affermata e che oggi vive uno stato di crisi, analogamente alla vecchia industria. Siamo pronti a discutere quindi di politica industriale.
Volete sottoporci un piano per la legalità contro il lavoro nero, per combattere il peso della criminalità nell'economia del sud? Non aspettiamo altro, siamo pronti! Volete discutere di nuovi incentivi? Benissimo. Vogliamo discutere di nuova formazione professionale nel sud? Siamo pronti.
Noi abbiamo fatto alcune proposte nella nostra mozione in materia di percorsi combinati di studio e lavoro, di sostegno al reddito e di ammortizzatori sociali, però, signor Presidente, signor sottosegretario, preliminare a qualsiasi fantomatico piano per il sud era lo sblocco dei fondi FAS per finanziare i piani attuativi regionali e i piani per le opere pubbliche. Voi dovete 2 miliardi e 250 milioni alla Sardegna, 4 miliardi alla Campania, 3 miliardi alla Puglia, più di un miliardo alla Basilicata. Sino a quando voi non sbloccherete questi soldi non sarete credibili nel parlare di qualsiasi piano per il sud, perché questo attendono le regioni del sud, anche quelle governate da voi.
Quindi noi dichiariamo la nostra disponibilità a discutere, prendiamo atto dello sforzo fatto dal sottosegretario Viespoli nel venire incontro anche ad alcune esigenze dell'opposizione, però non possiamo non mettere in evidenza quanto povera sia stata la risposta del Governo.
Naturalmente noi voteremo a favore delle mozioni presentate dall'opposizione e annunciamo sin da ora la presentazione di una mozione specifica per ottenere lo sblocco dei fondi FAS, che servono a finanziare le opere pubbliche del Mezzogiorno e il ripristino di quei fondi FAS ministeriali che avete dirottato altrove, mentre sono soldi per il sud, del sud e per tutte le aree sottoutilizzate del nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

 

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