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Zone franche urbane, protesta bipartisan contro la retromarcia del governo. Un emendamento per «riaggiustare» il pasticciaccio delle zone franche urbane. Intorno a cui Giulio Calvisi vorrebbe far convergere l’appoggio di tutti i parlamentari sardi.
La Nuova Sardegna, 22 dicembre 2009 - SASSARI. Un emendamento per «riaggiustare» il pasticciaccio delle zone franche urbane. Intorno a cui far convergere l’appoggio bipartisan di tutti i parlamentari sardi. Questa la proposta del deputato Giulio Calvisi, tra i primi a saltare sulla sedia alla notizia che la tanto agognata istituzione delle aree a fiscalità di vantaggio nell’isola rischia di saltare per colpa del Governo.
 Sul banco degli imputati il celebre decreto «milleproroghe», nel quale la disciplina delle zone franche fiscali è stata rimodulata.
 Una variazione che, secondo la denuncia del vice presidente vicario del Parlamento europeo Gianni Pittella, causerebbe l’annullamento dell’autorizzazione della Commissione europea (ottenuto, dopo un lunghissimo iter, lo scorso ottobre). E, nella migliore delle ipotesi, uno slittamento dell’iniziativa (prevista per il primo gennaio) fino a un nuovo esame della pratica con conseguente rilascio di una nuova autorizzazione.
 L’unica via di scampo sarebbe la modifica del decreto (che sarà votato dal Parlamento alla riapertura dopo le feste) e il ritorno al testo originale del provvedimento.
 «Ci apprestiamo a presentare - spiega Giulio Calvisi - in sede di conversione del decreto in aula, un emendamento soppressivo della norma presentata dal governo, al fine di cancellare una disposizione che disattiva le agevolazioni fiscali e mette in mora accordi sottoscritti dal governo con i comuni interessati e con la stessa Commissione europea. Il governo aveva già provato a fare questa modifica in Finanziaria, ma fortunamente la commissione bilancio lo aveva bloccato. Ora sono tornati alla carica con il milleproroghe. Svuotando il senso della normativa sulle Zone franche Urbane ancora prima che il regime venga applicato. E infrangendo quasi completamente il contratto siglato da Scajola con 22 comuni in tutta Italia e in Sardegna con i Comuni di Cagliari, Iglesias e Quartu il 28 ottobre».
 Nella modifica infatti vengono eliminate le agevolazioni fiscali relative alle Imposte sui redditi e all’Irap, e il sistema agevolativo (peraltro già autorizzato dalla Ue) viene sostituito con un contributo parametrato all’Ici effettivamente dovuta e alla decontribuzione previdenziale per ogni assunto, calcolata su un minimo salariale.
 Il contributo dovrebbe essere erogato direttamente dal Comune che si dovrebbe far carico di tutta l’istruttoria e dei controlli presso gli enti previdenziali.
 «Un modo per rendere tutto più veloce e incisivo - sottolinea il deputato Pdl Salvatore Cicu - che non vediamo come possa invalidare l’autorizzazzione della Commissione europea. Chiaramente già oggi (ieri ndr) andrò in Ministero per fare le opportune verifiche. E se questo è vero interverremo di conseguenza».
 «Non ci si può mai distrarre un attimo, con questo governo Berlusconi - attacca Federico Palomba, deputato Idv - una cosa si ottiene, e dieci ne vengono scippate; una cosa si chiede, e dieci ne vengono negate. L’ultima trovata negativa riguarda la rimodulazione della disciplina delle zone franche fiscali urbane, che vorrebbero perpetrare con il decreto-legge famigeratamente detto mille proroghe. La riformulazione delle agevolazioni per le Zfu contenuta in tale decreto imporrà alla Commissione europea un riesame del nulla osta dato su una disposizione precedente. Il rischio minimo è che si perdano altri mesi preziosi per ottenere una nuova autorizzazione da parte della Commissione europea (e si sa quanto è difficile ottenere le autorizzazioni in questa materia, come verificato anche per l’Alcoa). Nella peggiore delle ipotesi, potrebbe verificarsi che la Commissione stessa neghi il suo nulla osta a tale nuova formulazione degli aiuti alle Zone franche urbane, perdendosi con ciò un importante regime di fiscalità di vantaggio».
 «Io spero che quello che sembra non corrisponda al vero - sottolinea il deputato del Pd Paolo Fadda - ma non ho dubbi sul fatto che, nel caso in cui le zone franche siano a rischio, ci sarà una reazione unanime di tutti i parlamentari sardi. Per impedire che un disegno così sciagurato possa realizzarsi». «Come sempre a pagare sono i più deboli - chiude Giacomo Sanna del Psd’Az - e la cosa incredibile è che le zone franche sono una realtà nel resto d’Europa da decine d’anni. E noi rischiamo di perderle per un’azione che non so se derivi da qualche guerra interna o da una manifesta incapacità a governare. Ma il cui unico risultato è convincerci sempre di più che non dobbiamo mai credere a quello che ci viene promesso da Roma».
G.Bua
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