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| Oristano nella mappa del nucleare. «Ora basta, il governo faccia chiarezza»: Per il deputato del Pd Giulio Calvisi il segreto è diventato intollerabile. La Sardegna non può sopportare un’altra pesantissima servitù |
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La Nuova Sardegna 9 dicembre 2009 - ROMA. Il ritorno della Sardegna nella possibile mappa delle centrali nucleari mette nuovamente in fibrillazione il mondo politico isolano. Il deputato democratico Giulio Calvisi, che nei mesi scorsi è stato tra i firmatari di alcune interrogazioni sul nucleare, spera che le rivelazioni fatte ieri dai Verdi non corrispondano alla verità. Ma dice anche che questo infinito stillicidio sui siti finisca una volta per tutte e che il governo faccia finalmente chiarezza rivelando il suo piano per il ritorno al nucleare. «Spero proprio che questa mappa dei siti nucleari della quale parlano i Verdi - dice Calvisi - non sia veritiera, che cioè corrisponda alla localizzazione dei siti. Certo, stupiscono certi atteggiamenti che non contribuiscono certo a rasserenare il clima. Primo fra tutti quello dell’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, che nei giorni scorsi ha rivelato che i siti sono stati già individuati, ma che lui non li dirà nemmeno “sotto tortura”». «Adesso è ora di finirla con questo assurda riservatezza - continua Calvisi - della quale non si capisce il senso. Ormai non si può continuare a nascondere dietro a un irresponsabile e incomprensibile segreto la mappa dei siti nei quali si vogliono costruire le centrali nucleari. Il governo deve uscire dalle sue ambiguità perché ha l’obbligo di dire alle popolazioni e agli enti locali come si concretizzeranno le sue scelte in materia di nucleare». «Per concludere - dice infine Calvisi - sarebbe gravissino se la Sardegna rientrasse tra le regioni nelle quali si vogliono costruire le centrali. Sarebbe infatti un’intollerabile penalizzazione per la nostra regione che vedrebbe così frustrate le sue speranze di uno sviluppo sostenibile basato sull’industria dell’accoglienza». |
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