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Alcoa e Fas, sono i giorni della verità. Per Giulio Calvisi e Silvio Lai stavolta servono risposte definitive.

L'Unione Sarda, 9 dicembre 2009. Speranza e diffidenza si mescolano in parti pressoché uguali, nel cocktail di dichiarazioni del centrosinistra sulle vertenze Stato-Regione. In questi giorni si attendono da Roma notizie importanti sulla strada Sassari-Olbia e sulla vicenda Alcoa: ma i leader dell'opposizione sono estremamente cauti, sanno che già diversi appuntamenti nel passato sono stati battezzati come «decisivi» e non hanno deciso un bel niente.
RISPOSTE A METÀ Soprattutto, temono di trovarsi di fronte a mezze decisioni, novità che non risolvono. «Sia sul versante industriale che su quello delle infrastrutture - sintetizza il segretario del Pd Silvio Lai - potrebbero arrivare risposte solo provvisorie. Noi speriamo invece che il Governo si renda conto che alla Sardegna servono certezze».
A proposito della Sassari-Olbia, per esempio, la certezza significa la copertura totale del costo dei lavori: si parla di circa 630 milioni di euro. «Non vorremmo invece - aggiunge Lai - dover commentare, dopo la riunione del Cipe di venerdì, uno stanziamento utile solo ad accantierare il primo lotto dei lavori. Spero che il Governo si renda conto che è in gioco l'autorevolezza della Giunta regionale sarda». A chi richiede mobilitazioni unitarie, il leader democratico risponde positivamente: «Ma come ho già avuto modo di dire - precisa - una rivendicazione nei confronti dello Stato ha senso solo se a guidarla è il presidente della Regione, in rappresentanza di tutto il popolo sardo».
LE RISORSE FAS Giulio Calvisi (anche lui del Pd) è uno dei deputati che ha seguito più da vicino la vicenda dei soldi stanziati e poi sfumati per le infrastrutture nell'Isola: «Ricordiamoci - avverte - che stiamo parlando di una strada, ma la Sardegna attende da mesi dal Cipe lo sblocco di tutta la quota che le spetta dei Fondi per le aree sottoutilizzate: 2 miliardi e 250 milioni di euro». Soldi che dovevano finanziare opere come la revisione della statale 554, la metropolitana leggera di Cagliari e altro ancora: «Più che un Cipe, martedì sarà un Cipetto », ironizza Calvisi, «anche se dovesse darci l'intera fetta dei 630 milioni per la Sassari-Olbia».
Un altro deputato del Pd, Paolo Fadda, preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno: «Sia la vicenda Alcoa che quella della Sassari-Olbia dimostra che la Sardegna può vincere le sue battaglie solo con l'unità di tutte le forze politiche e sociali. E questo deve valere anche per i casi Porto Torres, Ottana e così via. Mi auguro - aggiunge Fadda - che la stessa unità si possa mantenere su tutte le prossime battaglie che ci aspettano: sia quella per il mantenimento dei livelli di occupazione nell'industria, sia per ottenere quanto ci spetta dei fondi Fas che finora non ci sono stati trasferiti».
IL NODO ALCOA A sinistra del Partito democratico, confessa di nutrire «forti dubbi e preoccupazioni» anche Luciano Uras, capogruppo in Consiglio regionale dei Comunisti-La sinistra-Rossomori. «Naturalmente ci auguriamo tutti che i segnali positivi arrivati negli ultimi giorni, come la sospensione della cassa integrazione all'Alcoa, si possano consolidare. Ma attenzione a non ricadere in percorsi che portino a risposte non risolutive».
Proprio rispetto alla crisi dell'alluminio, infatti, Uras registra «una certa disponibilità del Governo perché sia la stessa Alcoa a produrre energia. Ma la richiesta storica della Sardegna, non dimentichiamocelo, è quella di avere tariffe energetiche agevolate». Desta preoccupazione anche l'altro fronte, quello del Cipe: «Aspettiamo che deliberi sulla Sassari-Olbia», dice l'esponente di Sinistra e libertà, «ma temo che la Regione sconti una sua debolezza politico-istituzionale. In questi giorni abbiamo richiesto più volte che il presidente Cappellacci riferisse al Consiglio regionale sulla questione dei fondi per la nuova strada: non l'ha fatto, e non vorrei che il vero motivo fosse il fatto di non poter contare su una reale disponibilità da parte del Governo». (g. m.)

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