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| Calvisi: «Sì, le nuove entrate ci sono, ma...» |
La Nuova Sardegna, CAGLIARI 4 dicembre 2009. La giornata politica sulla Finanziaria regionale 2010 è trascorsa ieri tra Roma e Cagliari. A Roma, commissione bilancio della Camera, oò deputato Giulio Calvisi ha avuto risposto dalla Ragioneria generale dello Stato e dal governo e ha accertato che i fondi delle nuove entrate della Sardegna sono stati inseriti nel fondo indistinto riservato alle Regioni a statuto speciale, come nei giorni scorsi aveva anticipato l’assessore al Bilancio, Giorgio La Spisa. «La cosa importante - ha detto Calvisi - è che per la prima volta il governo riconosce che nel 2010 lo Stato dovrà corrispondere alla Regione quanto dovuto ai sensi dell’entrata in vigore del nuovo sistema di compartecipazione alle entrate erariali». Calvisi ha proposto ai deputati sardi di maggioranza e di opposizione di sottoscrivere un ordine del giorno che impegni il governo a stanziare effettivamente l’intero ammontare, 1,3 miliardi di euro, nel 2010. In Consiglio regionale le due sedute sono state particolarmente accese non tanto per lo scontro maggioranza-opposizione, che non è mancato, quanto per l’autentica rissa sugli emendamenti, dopo che la presidenza ne aveva eliminati parecchi perché contenenti «norme intruse». Oltre che esponenti dell’opposizione, hanno protestato anche il presidente della commissione bilancio, Paolo Maninchedda (Psd’Az) e l’assessore-consigliere Giorgio Oppi (Udc), quest’ultimo minacciando di non votare un intero articolo. Clima più disteso, invece, sul tema del Fondo unico per gli enti locali dopo la clamorosa manifestazione dei sindaci, la scorsa settimana. L’ex presidente Mario Floris (Uds), che ha preso le distanze dalla protesta («le istituzioni dialogano, non vanno in piazza») ha illustrato all’aula una proposta di mediazione: dato che oltre il Fondo unico ci sono altri 390 milioni per gli enti locali, molti dei quali per progetti mirati e circoscritti, Floris ha chiesto di accantonare le somme in attesa della riforma, che la sua commissione sta già studiando, della definizione certa dei trasferimenti che la Regione deve fare a Comuni e Province. La proposta di Floris è stata accolta non ancora come emendamento ma come ipotesi immediata e concreta di lavoro. Mentre il Consiglio è ancora fermo alle votazioni sul primo articolo, il Pd ha messo a punto la contromanovra. In un documento del gruppo guidato da Mario Bruno sono previsti interventi per Abbanoa (40 milioni), le zone franche urbane, il recupero delle aziende sarde risanabili, il piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici, il programma «scuola di qualità», i «prestiti famiglia» e i «crediti di emergenza», le politiche della prima casa e il contributo per nuove nascite e i fondi per la non autosufficienza. Infine, interventi per la continuità territoriale marittima.
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