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| Il Pd: «Si rischia il blocco della spesa» . Calvisi: "Ancora tagli ai fondi destinati alla Sardegna" |
La Nuova Sardegna, 26 novembre 2009 - CAGLIARI. Lo Stato non mantiene gli impegni sulle entrate «future». Lo ha denunciato il Pd in una conferenza stampa indetta ieri dal segretario regionale Silvio Lai, dal capogruppo Mario Bruno, dalla relatrice della Finanziaria per la minoranza, Francesca Barracciu, e dal deputato Giulio Calvisi. Il segretario del Pd fa un appello perché la battaglia sulle entrate sia davvero di tutti. E Silvio Lai immagina quindi una vertenza unitaria guidata dal presidente della Giunta Ugo Cappellacci «perché un diritto non sia lasciato alla discrezionalità del ministro dell’Economia, Tremonti». Il deputato Giulio Calvisi ha spiegato quanto previsto nel Bilancio statale di previsione per il 2010 nella voce sui trasferimenti alle Regioni a Statuto speciale. «Ci dovrebbero essere per la Sardegna 1,8 miliardi più un ulteriore miliardo per le spese della sanità. In realtà soldi in più non ce ne sono». Calvisi ha studiato, infatti, le tabelle di previsione dello Stato e ha comparato i trasferimenti messi in bilancio per tutte le regioni a Statuto speciale anche con l’ausilio di Giorgio Macciotta. Si tratta di un dato aggregato ma è indicativo: «Nel complesso i trasferimenti ammontavano nel 2009 a 31 miliardi di euro e ora si scende a 29». La conseguenza è che per l’isola non ci sono aumenti. Calvisi ricorda anche come già nel 2009 erano previsti 555 milioni per la Sardegna, poi ridotti a 405 in fase di assestamento: «Ora la voce specifica per l’isola prevede una nuova riduzione a 372 milioni». Il deputato gallurese ha ammesso che ci sono due vie di uscita: agire con un nuovo assestamento, anche se quella in questione non è una spesa straordinaria ma un diritto ordinario acquisito, oppure sperare che Tremonti recuperi i fondi: «Ma dubito che il ministro lo faccia dopo averci requisito i fondi Fas». Per questo Calvisi ha predisposto un emendamento del valore di tre miliardi sulla Finanziaria nazionale. «Mi auguro che sia condiviso da tutti i parlamentari sardi. Solo così ce la possiamo fare». Sul rischio che la finanziaria non abbia copertura, si è espressa Francesca Barracciu, che ha svolto la relazione di minoranza (Pd, Comunisti-La Sinistra sarda, Rossomori e Italia dei valori). Per Francesca Barracciu «la manovra, alla luce dei mancati trasferimenti, non può essere approvata così come è per colpa di un governo che si arroga il diritto di danneggiare la Sardegna». Nella sua relazione la Barracci ha fatto presente che cresceranno i residui passivi, (hanno superato quota dieci miliardi di euro). L’opposizione ritiene che la manovra sia inadeguata e che il Programma regionale di sviluppo sia generico e incapace di stimolare il superamento della grave crisi economica: «Manca il fondamentale ruolo stabilizzatore della spesa pubblica finalizzata a riattivare consumi e investimenti», ha spiegato Barracciu. «Allo stesso modo occorre rafforzare il sostegno alle famiglie, ai disoccupati e alle imprese». E naturalmente c’è il nodo dell’arrivo in cassa delle annunciate maggiori entrate fiscali per 1,8 miliardi di euro. Il timore è che il governo Berlusconi-Tremonti metta in discussione quanto conquistato nel 2007: «La Giunta deve respingere con forza ogni tentativo che punti a non far godere alla Sardegna un pieno diritto da far valere sullo Stato», afferma Barracciu. Il Centrosinistra valuta positivamente, invece, la misura del credito d’imposta a favore delle imprese con meno di 15 dipendenti che non licenzieranno: la cerchia di beneficiari, però, è ristretta alle aziende entrate in crisi da luglio 2008 in poi, con la sola esclusione dei settori dell’agricoltura e della pesca. R. R. |
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